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Il caffé dove si è fermato il tempo

Da oltre 180 anni la Pasticceria Pansa è una vera e propria istituzione ad Amalfi.

By AmalfiCoasting


Nella piazza del Duomo, cuore del centro storico di Amalfi, accanto alla scalinata del Duomo c’è un caffé si è fermato dove il tempo. Non è un caso. Da oltre 180 anni la Pasticceria Pansa è una vera e propria istituzione ad Amalfi.

Aperta dal maestro nell’arte dolciaria Andrea Pansa,, e gestita da cinque generazioni di Pansa, ha soddisfatto la gola di scittori e musicisti, nobili e popolani con dolci, biscotti, frutta candita e goloserie di cioccolato.

Se trovate posto, vi consigliamo ovviamente di sedervi attorno a uno dei tavolini esterni, ma non mancate di fare una veloce visita all’interno. A parte l’ambiente e la decorazione ottocentesca perfettamente preservati, potrete apprezzare le decine di goloserie, quasi tutte uniche, che caratterizzano la Pasticceria Pansa.

Se la temperatura esterna lo consente, provate la cioccolata calda, specialità della casa, così densa e scura da sembrare un estratto di cacao puro ma dolce esattamente uanto dovuto.

Della frutta candita coperta di cioccolata vi consigliamo le mezze fette di arancia e le scorze di limnoe. Al tavolo suggeriamo anche di provare il Babà di Pansa. A proposito, conoscete la storia di questo dolce, uno dei più tipici della pastecceria napoletana? Lo sapevate che la sua origine è lontanissima da questa zona?

 

A inventarlo, seppure involontariamente, sarebbe stato l’ex re della Polonia Stanislao.

Questi era diventato re a meno di trent’anni, ma qualche anno dopo, nel 1735, Pietro il Grande, Zar di tutte le Russie, lo sconfisse in guerra.

Avendo perso il proprio regno, Stanislao venne relegato al piccolo Ducato di Lorena.

Forse anche per dimenticare, Stanislao amava chiudere i suoi pasti con qualche bicchierino di rhum e dolci e pasticcio.

La specialità locale era il solo kugelhupf, dolce tipico del lorenese fatto di pasta spugnosa.

Un giorno, forse un po’ brillo, Stanislao rovesciò una bottiglia di rhum su uno di quei dolci, che fu così completamente inzuppato. La pasta lievitata del dolce lorenese assunse rapidamente una tonalità più scura e ricca, mentre un profumo di rhum cominciò a diffondersi.

Incuriosito, Stanislao lo assoggiò subito, ne rimase estasiato e decise di dedicare questa “sua” creazione ad Alì Babà, il protagonista da “ Le Mille e Una Notte”, uno dei libri più amati dall’ex sovrano polacco.

Dalla Lorena, il babà arrivò presto a Parigi, dove fu fatto proprio dalla pasticceria Sthorer. A portarlo a Napoli, dove assunse la sua forma caratteristica di fungo furono i “monsù”, gli chef francesi che prestavano servizio presso le nobili famiglie napoletane.

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